domenica 11 novembre 2007

PARTITO (SPECIE SE "UNITARIO")...QUELLA PAROLA CHE SEMBRA ANCORA FARE PAURA AL CENTRODESTRA

Nel campo del centrosinistra politico italiano ha, bene o male, visto la luce il Partito Democratico, il quale ha fuso in un'unica entità due componenti, la Margherita e i Democratici di Sinistra, che in un tempo non lontanissimo, ma che pare ormai preistorico, militavano addirittura agli antipodi l'uno dell'altro, quando ancora si chiamavano rispettivamente Democrazia Cristiana (la Margherita era formata in larga parte dall'ex sinistra DC) e Partito Comunista Italiano.
L'operazione ha avuto aspetti felici e meno felici; ha fatto nascere un soggetto politico di concezione nuova, ma la cui efficienza nell'operare in concreto è ancora tutta da verificare; ha eletto un capo con un metodo democraticissimo quale le "primarie", ma così facendo ha creato confusione su chi si trovi ora a godere di più legittimante investitura popolare per guidare la baracca, se questo nuovo leader o il "vecchio" Presidente del Consiglio. Tuttavia, questa operazione è andata indiscutibilmente nella direzione giusta, o almeno in quella inevitabile, se davvero si ritiene che un sistema basato sull'alternanza al potere tra due possibili maggioranze di governo, sicure ed in grado di perseguire i rispettivi programmi, presentati con chiarezza agli elettori prima di chiamarli alle urne e da questi scelti con il voto, sia ormai una conquista irreversibile, dalla quale non si può più tornare indietro, qualunque siano le leggi elettorali o le riforme costituzionali in futuro adottate.
In questo più intraprendente e lungimirante del centrodestra, il centrosinistra ha superato due ostacoli che, da quest'altra parte della barricata, sembrano ancora costituire quasi dei tabù: intanto ha dato vita ad una significativa organizzazione politica che si fregia senza vergogna della qualifica di "partito", e poi ha capito che il naturale sbocco del bipolarismo è di portare alla formazione di entità più compatte e stabili delle semplici "coalizioni".
La parola "partito", nel mondo politico italiano e specie nel centrodestra, provoca probabilmente strane reazioni allergiche da quando il ciclone dei primi anni Novanta ha mandato in pezzi il vecchio sistema generalmente ricordato come la "Prima Repubblica": sarà perchè i soggetti rappresentativi di quel sistema si chiamavano tutti ufficialmente Partito Tal dei Tali, sarà perchè ci hanno fatto una testa così con la "partitocrazia" fonte di tutti i mali, sta di fatto che, da allora in poi, è tutto un rifiorire di leghe, clubs, alleanze, unioni varie (ora anche i "Circoli" della pasionaria azzurra Brambilla), ma di un vecchio e sano "Partito", a centrodestra e dintorni, quasi non si ha più memoria.
Invece bisognerebbe recuperare il tempo perduto, non copiare la sinistra, ma fare di meglio. Aleggia, è vero, un progetto di Partito delle Libertà unitario, ma, al momento, non sembrano crederci in molti oltre a Silvio Berlusconi.
E' importante il superamento delle semplici "coalizioni", perchè, se si crede veramente nella democrazia dell'alternanza al potere tra due famiglie politiche in grado realisticamente di governare con una solida maggioranza una volta elette, non è più il caso di rimandare troppo oltre.
Potrebbe, in un prossimo futuro, affermarsi una legge elettorale che assegni il premio di maggioranza non più alla coalizione, ma al partito più votato e, inoltre, l'essere parti integranti in un partito unitario porterebbe le inevitabili varie anime interne ad esso a sentire con maggiore senso di responsabilità il dovere di fedeltà al progetto comune, che non qualora fossero semplicemente dei gruppi distinti membri di una coalizione.
E' puramente pretestuoso affermare, invece, che il partito unitario condurrebbe alla mortifiazione delle identità specifiche delle singole componenti che gli darebbero vita: nel Partito Laburista inglese, ad esempio, convivono, senza sognarsi scissioni, tendenze che vanno da un netto moderatismo a posizioni non poi molto diverse da quelle della nostrana sinistra radicale; così nel Partito Repubblicano americano troviamo un Rudolph Giuliani e un George W. Bush pensarla in maniera diametralmente opposta su svariati temi, senza però mai mettere in discussione la comuneappartenenza al medesimo.
Opporsi all'ipotesi di un partito unitario anche nel centrodestra, almeno costituito tra quelle componenti di esso sufficientemente omogenee da poterlo ragionevolmente fare (con i peraltro ottimi alleati della Lega Nord, per intenderci, si deve riconoscere che il discorso, per lo meno nell'immediato, sarebbe forse un tantino più complesso e delicato, pur dovendosi certamente tendere ad includere pure loro magari in tempi meno brevi), vuol dire non avere abbastanza il senso dell'inevitabile nuovo corso della politica nazionale, teso alla democrazia dell'alternanza tra due schieramenti solidi e compatti, garanzia di governabilità, vuol dire essere nostalgici di un ormai impossibile "centro" che non ha coraggio e volontà per schierarsi irrevocabilmente da una parte o dall'altra, vuol dire rimpiangere (magari inconsciamente) il consociativismo e il trasformismo di tanto triste memoria nella storia patria.
Occorre, in conclusione, superare quella sorta di paura che la parola stessa "partito", e tanto più "partito unitario", sembra ancora suscitare in tanti ambienti del centrodestra, anche per non farsi battere dalla parte avversaria in prontezza nell'adattare strutture e mentalità al nuovo che avanza inesorabilmente.
Questo post è stato redatto anche e soprattutto al fine di pubblicizzare l'iniziativa di un blog roll votato appunto alla causa che abbiamo cercato di perorare in queste righe. E' stata promossa dall'amico "Camelot"; il modo più pratico per aderirvi (chi scrive lo ha fatto) è quello di recarsi sul blog www.teocon1990.blogspot.com e, da lì, cliccare sul simbolo tondo (tipo simbolo dela CdL) con la dicitura "LA CASA DELLE LIBERTA' PER IL PARTITO UNITARIO" che appare a margine della home page in fondo a destra, accedendo così a tutte le istruzioni per proseguire.
Credo, in tutta sincerità, che si tratti di un'iniziativa cui valga la pena di prestare la propria attenzione ed incanalare quella di quanta più gente possibile.

Tommaso Pellegrino

4 commenti:

Unedame ha detto...

Mah! Tieni presente che Camelot ha anche scritto un post dove stigmatizza la destra di Storace come fascista e che quindi vorrebbe già escludere una parte dal futuro Partito Unitario..
Bisogna prima essere profondamente liberi e democratici e non avere la puzza sotto il naso escludendo a destra e a manca. Democratici come Berlusconi e non falsamente democratici come il Partito democratico nato vecchio.
Lontana
http://ilcamper.splinder.com

giancamill0 ha detto...

beh un'altra parola tabù è programma.... se si va alle elezioni cosa proponiamo agli elettori: sicurezza, ammortizzatori sociali, federalismo, liberalizzazioni...
Mistero

Alessandro ha detto...

Ciao Tommaso, volevo informarti che l'aggregatore a sostegno del Partito unitario è on line, lo trovi qui:
http://www.perilpartitodellaliberta.com/

ciao, Camelot
http://www.camelotdestraideale.it/

Alessandro ha detto...

Ciao Tommaso, grazie per aver aggregato un tuo post.
Devo però segnalarti una cosa. Quando nell’apposito form, ti chiede il permalink, devi inserire l’indirizzo preciso del post. Nel caso di questo post è il seguente:
http://tommasopellegrino.blogspot.com/2007/11/partito-specie-se-unitarioquella-parola.html

Dove trovi il permalink?
Presto detto, nel tuo blog lo ottieni premendo - in fondo a tutto, dov’è scritta l’ora a cui hai scritto il post - premi sull’ora, nella barra del browser (ad esempio Internet Explorer) compare un indirizzo. Tu fai copia e incolla di questo indirizzo, e lo inserisci nel form dell’aggregatore dove ti chiede il “permalink”.
Ti ringrazio
Camelot
http://www.camelotdestraideale.it/