giovedì 17 gennaio 2008

MA QUANTO E' RIDICOLO QUEL CERTO ANTICLERICALISMO...

L'intolleranza e l'antidemocraticità dimostrate da quel pugno di sedicenti dotti professoroni e dal loro degno discepolame nell'impedire a papa Benedetto XVI di intervenire alla solenne cerimonia presso la loro università, che, malgrado l'accaduto, ci si ostina ancora a chiamare "la Sapienza" (???), sono per lo meno pari allo sconcertante patetismo e all'anacronismo di quel certo modo di essere anticlericali e di intendere la laicità sfoderati in questa ben poco edificante vicenda.
Oggi l'anticlericalismo come logica conseguenza del libertarismo, dela genuina aspirazione ad una vita civile regolata da leggi ed istituzioni svincolate dai dettami e dalle autorità proprie di una data religione, può senz'altro dirsi che non abbia più ragione d'essere almeno da oltre mezzo secolo a questa parte ed in questa parte del mondo.
Un liberalaccio fino al midollo come chi scrive non può naturalmente non comprendere, ad esempio, le ragioni di un anticlericalismo risorgimentale, inteso come rigetto del potere temporale di un clero che allora intralciava il processo di democratizzazione e di unità nazionale, ma si trattava qui di un sentimento ben diverso dall'ostilità verso la missione nel campo spirituale e morale di una Chiesa, che è di sua stretta competenza, diversamente dalle funzioni temporali. Basti pensare che proprio uno dei maggiori tra quegli stessi "anticlericali" sfegatati dell'epoca, un certo Giuseppe Mazzini (scusate se è poco), dichiarava di provare per gli atei una grande pena, segno che la sua non era avversione al messaggio diffuso dal clero nelle sue funzioni "istituzionali", bensì agli abusi perpetrati dallo stesso in ambito "terreno".
Oggi non esiste più un reale potere politico nelle mani dei vertici ecclesiastici, nè una loro possibilità di ingerire pesantemente nella vita delle democrazie tramite l'operato di forti partiti-longa manus disciplinatamente assoggettati alle loro direttive.
Accusare la Chiesa di interferire nella vita politica nazionale, o definire spregiativamente il papa "capo di uno stato estero", sono atteggiamenti oggi quanto meno ridicoli: il Pontefce non ha la minima intenzione di pilotare in alcun modo l'attività dei nostri legislatori, nè avrebbe i mezzi per farlo, tant'è vero che questa è sempre andata avanti indipendentemente da ogni suo auspicio o dissenso. Quanto poi a cosituire una minaccia come "capo di uno stato estero", gli mancano quelle divisioni di cui Stalin si chiedeva quante fossero e, se anche le avesse, non le userebbe: è uomo di pace, il papa, talmente di pace da prestarsi troppo spesso, involontariamente, ad essere sfruttato persino dai soliti pseudopacifisti ed elementi da sbarco vari, di fatto distanti anni luce dal suo vero universo di valori, e magari pronti a dargli addosso non appena qualche altro suo intervento non torni altrettanto comodo ai loro quasi mai cristallini fini.
Posto che la Chiesa non può costituire in alcun modo un pericolo per la libertà, la laicità e la democraticità delle istituzioni, non si può tuttavia pretendere che essa rinunci alla sua autentica ed unica missione di esortare continuamente al rispetto dei valori di cui è custode, e che lo faccia con tutti i mezzi a sua disposizione. Metterle, in qualsasi occasione, il bavaglio sarebbe, oltre che un intollerabile affronto alla libertà di espressione che va riconosciuta a chiunque, un passo avanti verso forme di intolleranza religiosa tipiche di ben noti sistemi illiberali, che sono l'esatto opposto delle vere società laiche.
Tommaso Pellegrino

12 commenti:

Andrea_Teocon ha detto...

condivido in pieno, complimenti.
a presto,
andrea

Giorgia ha detto...

Ciao Tommaso,
perdonami ma non sono d’accordo con te: al di là della vicenda della Sapienza dove non sono i laici ma quattro imbecilli a contestare, contestazione comunque del tutto lecita visto che siamo in democrazia, non sono d’accordo con te quando asserisci che è mezzo secolo che l’anticlericalismo non ha ragione di esistere giacchè la Chiesa non interferisce con la politica. La Chiesa interferisce ogni giorno con la politica italiana e tuttora ostacola un processo di democratizzazione dell’Italia. Il Papa è un capo di Stato estero e lo dimostra il fatto che le leggi che vigono all’interno del Vaticano non sono le stesse leggi italiane o di altra nazione ma le leggi dello Stato Vaticano.
Ogni qualvolta in Italia si cerca di far passare leggi che vadano contro i principi della Chiesa il Vaticano ci mette il veto in modo più o meno palese, leggi che nella maggior parte dell’Europa ci sono già da tempo: si può parlare dei Dico/Pacs, della fecondazione assistita, del divorzio, della pillola del giorno dopo, della pillola abortiva e chi più ne ha più ne metta. La cosa alquanto singolare è che tutto ciò avviene principalmente con la politica italiana mentre in altri Stati (es. Spagna dove gli Spagnoli non sono meno cattolici degli Italiani) la “voce” della Chiesa è molto più blanda. Quando si “grida” alla religione per fermare lo sviluppo politico di un intero paese, dove ci sono cattolici, atei, mussulmani, buddisti etc beh non si può certo dire che non si stia facendo politica. Per carità ognuno ha le sue idee ma su questo argomento abbiamo evidentemente due punti di vista diametralmente opposti.
Un caro saluto.
Giorgia

Nico ha detto...

Giorgia, mi permetto:
Ogni qualvolta in Italia si cerca di far passare leggi che vadano contro i principi della Chiesa il Vaticano ci mette il veto in modo più o meno palese, leggi che nella maggior parte dell’Europa ci sono già da tempo: si può parlare dei Dico/Pacs, della fecondazione assistita, del divorzio, della pillola del giorno dopo, della pillola abortiva e chi più ne ha più ne metta.

Mi pare che in Italia ci siano:
pillola abortiva RU486, in uso e sperimentazione; divorzio; fecondazione assistita; registri delle coppie di fatto in svariati comuni.

L'anticlericalismo c'è e a mio parere può esistere tranquillamente, non mi sognerei mai di vivere in uno stato religioso.

La contestazione è lecita, quello che io non approvo è il metodo "becero", e ti parlo da "scienziato".

Giorgia ha detto...

@Nico: Certo, alcune cose ci sono (RU486 è in sperimentazione ma non mi risulta in uso) ma questo non significa che il Vaticano non ci abbia messo, o ci metta tuttora per alcune questioni, il veto. Se si parla che da 50 anni la Chiesa non ha più fatto politica beh l'elenco delle cose su cui ha messo il veto e che in Italia riguardavano anche non cattolici sarebbero moltissime, io ne ho citate solo alcune. Per questo ho messo nell'elenco cose che attualmente ci sono ma che sono state contestate a suo tempo (perdonami nel rileggermi ora mi sono accorta che dava l'impressione che non ci fossero ancora).

Sul modo in cui si è contestato sono d'accordo con te Nico, ma, come ho scritto anche nel mio blog, credo che la cosa sia stata strumentalizzata da entrambe le parti e comunque come è stata lecita la contestazione perchè siamo in democrazia così si doveva dar modo al Papa di parlare per lo stesso principio di democrazia.

Sono d'accordo anche quando dici che l'anticlericalismo c'è ed a mio parere è giusto che esista perchè la Chiesa non ha mai smesso di far politica perciò i presupposti perchè l'anticlericalismo continui ad esistere ci sono ancora.

Nico ha detto...

Cara giorgia,

il punto è uno solo, a mio parere (e ti parlo da cattolico praticante).

La chiesa non mette veti, si esprime, il grosso problema sono le persone che si riempiono la bocca portando la voce della chiesa a proclama (e non ti sto parlando di Papa, Vescovi o sacerdoti).

Il politico dovrebbe essere libero di seguire la propria coscienza e le indicazioni che ritiene corrette.

io cittadino eleggo il mio politico di riferimento (o il mio partito, ti invito a leggere da camelot il mio intervento comico ma non troppo ironico sul voto disgiunto) e accetto che lui mi rappresenti.

A volte mi stupisco come tra i politici che ho conosciuto, i più autenticamente cristiani praticanti siano anche i più attenti alla laicità dello stato, mentre spesso i "cattotalebani" siano i meno praticanti.

(scusa per i pensieri in libertà ma nel frattempo lavoro).

Discorso a parte merita la vicenda della Sapienza, si ci hanno marciato sia da una parte che dall'altra, per me è stata una vittoria mediatica del Vaticano (devo ancora scrivere al mio amico Padre Federico Lombardi per complimentarmi ;-) ).

Ciao!

Nessie ha detto...

Pellegrino, condivido. Ma il problema è la santa Alleanza tra comunisti, centri sociali, ultras, liberal massoni e radicali. Non escluso religioni che per motivi loro, cercano di rendere debole la chiesa.
Insomma, questo dei 67 è un tiro incrociato che ha l'appoggio di vari media. Quegli stessi che oggi fanno macchina indietro e fingono di stracciarsi le vesti.

Alieno ha detto...

Ciao Tommaso,
ho letto attentamente il tuo post e mi chiedo come fai a dire che il Vaticano non influenza la politica italiana,e l'opus dei tramite la Binetti?La campagna astensionista contro il referendum per la fecondazione assistita?E la bocciatura del divorzio breve fatta dal governo Berlusconi che poi lui da divorziato è pluriadultero confesso è andato a ricevere il plauso dal Papa?E il grande risalto di ogni parola o azione del Papa e delle gerarchie Vaticane hanno nei massmedia italiani?Ti sei chiesto perchè noi unico paese europeo non abbiamo una legge sulle unioni civili?L'anticlericalismo c'è sempre stato,ma oggi a causa anche di una classe politica incapace di delineare i netti confini tra stato e chiesa si è acuito e bene hanno fatto i professori e i ragazzi che hanno protestato qualcuno doveva farlo prima o poi.
E dimmi secondo te se il papa non ha otere nelle leggi italiane come mai abbiamo l'esenzione dell'ici per la chiesa,l'ottopermille non assegnato che va lo stesso alla chiesa cosi prende due finanziamenti.E le fiction?Quanti papi e padre pii ci siamo sorbiti?Mi fermo qui per carità di patria.

Alieno ha detto...

Dimenticavo Comunione e Liberazione.

marshall ha detto...

Mi son fermato ai professoroni del primo capoverso (poi proseguirò nella lettura). Il mio pensiero sulla nota vicenda, quando essa era scoppiata, era andato proprio sui professoroni. Su di loro, e sul loro grande intelletto che non era arrivato a metabolizzare il fatto che la Chiesa in quel tempo forse non avesse altra scelta che quella di assicurare un giusto processo a Galilei (ho letto la sua biografia). A noi ora appare tutto molto più chiaro, ma la Chiesa di quel periodo aveva ancora "molto da scoprire", per cui non vedo nulla di trascendentale in quel suo comportamento di allora, in quel contesto storico. Ed è veramente strano che "menti" eccelse come quelle dei "proffessoroni" non siano arrivate ad elaborare un così semplice ragionamento. Se poi penso che Newton e il Cardinal Federico Borromeo, personaggi eccelsi, quasi contemporanei del Galilei, credevano nell'alchimia e nella magia, i residui dubbi su quanto successo a Galilei si dissolvono completamente, perchè quell'atto fu dovuto all'ignoranza della conoscenza, e quindi scusabile. Pertanto, la vicenda Sapienza-Papa Ratzinger mi ha provocato un grandissimo stupore.

Cordialità, e a rileggervi.

marshall ha detto...

E' doveroso chiarire che Federico Borromeo credeva agli untori e alla stregoneria (commenti critici al XXII, 23 dei Promessi Sposi).

Tommaso Pellegrino ha detto...

Carissimi, vedo che il tema Papa-Sapienza ha suscitato un grande interesse ed appassionati dibattiti, anche tra chi la pensa diversamente. Fungere da luogo di incontro e discussione tra i lettori, sugli argomenti che più riguardano da vicino la nostra storia e la sorte della nostra democrazia, infatti, è lo scopo dichiarato del blog sin da quando esso è stato creato. Grazie davvero a tutti gli intervenuti.
Tommaso Pellegrino

Giorgia ha detto...

Proprio ieri stavo leggendo un articolo di Caterina Maniaci su “Libero” sulle dichiarazioni di Bagnasco e sulla visita del Papa e leggendo mi è venuto in mente proprio questo post.
Vi riporto un passo “Il rapporto tra religione e politica è proprio al centro dell’intervento di Bagnasco, secondo il quale il voto dei politici – soprattutto di quelli che si definiscono “cattolici” – deve essere “secondo coscienza quando le proposte legislative sono intrinsecamente inique e in contraddizione con i dettami cristiani”
Ecco a mio parere questa è pura politica. Poi come dice giustamente Nico ognuno di noi sceglie un partito che lo rappresenti (non necessariamente per questioni religiose, si possono condividere idee sull’economia, l’occupazione etc) e visto che secondo il mio punto di vista la fede e il credo di ognuno è una cosa del tutto personale un politico, al di là del suo credo, dal momento che fa questo lavoro deve essere equo nel rappresentare tutti i cittadini (cattolici, atei, gnostici, altre religioni) perciò la chiesa non può puntare sulla coscienza religiosa. Si potrebbe correttamente obiettare che il politico sceglie da solo ma se questo non è inficiato da nessun richiamo ecclesiastico che gli risvegli la coscienza cattolica, perché premere sulla fede della singola persona per interessarsi della politica di un intero Stato secondo me è far politica a tutti gli effetti.